La Scania (in svedese: Skåne) è una delle province tradizionali della Svezia.
L'attuale contea della Scania (Skåne län) ha gli stessi confini dell'antica provincia.
Le numerose tracce dell'Età del bronzo suggeriscono che la Scania fosse già densamente popolata in quell'epoca. La zona più ricca di queste tracce è quella di Trelleborg a partire dal 5000 a.C. ma soprattutto tra il 1800 a.C. e il 500 a.C.
La regione è ritenuta la patria originaria dei popolo germanico orientale dei Longobardi; ad avvalorare tale identificazione concorrono sia le tradizioni antiche del popolo, sia la moderna storiografia, confortata da testimonianze storiche e archeologiche.
La provincia, con Blekinge e Halland, fece parte, fin dall'inizio, della Danimarca, insieme anche alle isole vicine, col nome di Skåneland.
Già sotto Aroldo II Dente Azzurro nel X secolo venne introdotto il cristianesimo e si costituiscono i vescovadi di Ripen, Aarhus e Schleswig.
Come centro culturale del reame ci fu una contesa tra due vescovi rivali: l'inglese Henrik a Lund e il tedesco Egino a Dalby. Quando Henrik morì e la Danimarca perse i contatti con il Danelag inglese, la diocesi di Lund passò sotto l'arcivescovado di Amburgo-Brema.
L'arcivescovado di Lund venne fondato nel 1104 e divenne presto sede anche della prima università danese.
Durante l'epoca della Riforma religiosa a Lund si oppose la città di Malmö dove si ebbe la prima lettura luterana e la pubblicazione della prima Bibbia danese. Nel 1527, infatti, Cristiano III aprì alla tolleranza religiosa con i Luterani e nel 1536 introdusse la Riforma.
Nel 1658, con la pace di Roskilde, la Scania passò alla Svezia obbligandosi a dare un'autonomia amministrativa, culturale, legislativa e linguistica alla Scania - un impegno che non venne mantenuto.
Vi fu una guerriglia molto sanguinosa con la Svezia che si concluse solo intorno al 1715-1720. Nel 1676 il re svedese Carlo XI pianificava di espellere tutta la popolazione scanese e ripopolare la Scania con svedesi; il consiglio reale riuscì tuttavia a dissuadere il sovrano.